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Museo di Arte Contemporanea e di Architettura |
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| Progettista |
José Rafael Moneo Vallés,
collaboratori: Belen Moneo, Jeff Brock (responsabili di progetto); Max Holst, Fernando Iznaola, Ignacio Quemada, Eduardo Belzunce, Michael Bischoff, Robert Robinowitz, Lucho Marcial |
| Committente | Museo di Arte Moderna |
| Ubicazione - | |
| - nazione | Svezia |
| - città | Stoccolma, Isola di Skeppsholmen |
| - provincia | |
| - via/piazza, n° civico | |
| Datazione progetto | 1990 |
| Inizio realizzazione |
1994 1998, febbraio - inaugurazione |
| Fasi significative di realizzazione | |
| Destinazione d'uso originaria | Museo di Arte Contemporanea e Museo di Architettura di Stoccolma |
| Destinazione d'uso attuale | |
| Descrizione - | |
| - luogo |
“…il nuovo edificio è allineato a ridosso del lungo parallelepipedo regolare delle ex corderie. Viene costruito sull’area di demolizione del Museo di Arte Moderna degli anni ’50, inglobando il vecchio corpo di fabbrica della palestra…”. [CAPEZZUTO, p.19] |
| - esterno |
“…il rispetto per la situazione locale è portato agli estremi sull’affaccio interno dell’isola. Nulla si rivela a chi arriva dal ponte di collegamento con la terra ferma e percorre la salita del pendio fino alla fine: solo qui appare, inaspettato, l’ingresso principale, anch’esso discreto e in secondo piano rispetto alle strutture contigue, incorniciato da una tettoia piana che invita ad entrare. Del tutto diversa la percezione del complesso dal lato del mare. Qui la lettura si fa più immediata, senza la sovrapposizione di diaframmi: da sud verso nord si individuano l’ala del Museo di Architettura (aggiunta in un secondo tempo rispetto al progetto di concorso), su tre piani, bianca, con finestrature a nastro e copertura piana; l’ex palestra mantenuta nella condizione originale, con tetto a doppia falda; il corpo centrale corrispondente alla hall di accoglienza con il blocco aggettante e vetrato del ristorante; e infine i padiglioni del Museo d’Arte, chiusi, intonacati in rosso mattone, con copertura a lanterne…”. [CAPEZZUTO, p.19] |
| - interni |
“…il disegno geometrico della pianta è ordinatore senza essere costrittivo, consente libertà nell’organizzazione degli ambienti, e di conseguenza, flessibilità di fruizione. Una grande hall fa da perno tra le due istituzioni che hanno in comune anche il guardaroba, la libreria e il ristorante e l’auditorium al livello inferiore. Verso nord si sviluppa il Museo d’Arte, strutturato lungo un corridoio-galleria che affaccia lungo le corderie e sul giardino interposto. Al museo sono riservati un’ampia sala per esposizioni temporanee e tre unità padiglionari per la collezione temporanea. I padiglioni sono organizzati a blocchi, con le sale quadrate e rettangolari di varie dimensioni e proporzioni incastrate le une nelle altre, secondo la logica della compattezza. Ogni gerarchia è annullata, ma è preservato un ritmo grazie a dei piccoli intervalli spaziali che distaccano un blocco dall’altro. La neutralità delle geometrie delle sale è rafforzata dall’illuminazione naturale zenitale ottenuta tramite lucernari aperti nella soffittatura a tronco di piramide, soluzione che garantisce un rapporto ideale tra diffusione luminosa e altezza ambienti…”. Essenziale è l’arredo: le poltrone e i tavoli della sala conferenze, le lampade e le maniglie, disegnati dallo stesso Moneo con Belén, Moneo e Jeff Brock, sviluppano la figura del cerchio che rappresenta un segno geometrico totalmente assente nell’intero progetto architettonico. Le sedie per il bar (prodotte da Garsnas AB) ed i tavoli per il ristorante (prodotti da Kallemo), disegnati da Thomas Sandell, rispettano, invece, le forme squadrate dell’architettura. [CAPEZZUTO, p.19] |
| - schema planimetrico |
L’architetto
spagnolo ha definito, senza alcuna enfasi, “una sequenza di
padiglioni distribuiti lungo un asse continuo, costituito da un
lungo corridoio ” l’idea base del museo che, con il suo profilo
discontinuo, rievoca l’accumulo degli adiacenti edifici storici. La
struttura delle sale d’esposizione è l’elemento chiave di questo edificio
costituito da un susseguirsi di sale rettangolari e quadrate, entrambe
caratterizzate da una copertura a piramide che consente una illuminazione
ed un’altezza congeniale per il museo. Un ingresso comune conduce sia
verso il Museo di Arte Moderna, a nord, sia verso il Museo di
Architettura, a sud, il quale si prolunga in un’ala, congiungendosi alla
facciata nord–est della palestra e, quindi, all’edificio n. 129 dello
Svenskundsvagen. Se si sceglie di visitare il Museo di Arte Moderna, una
galleria aperta conduce verso le sale di esposizione. Questa galleria
lineare rappresenta la spina dorsale dell’edificio. |
| - sistema e materiali costruttivi |
La struttura
principale in cemento armato è rivestita da un tamponamento costituito da
blocchetti in cemento, con isolamento, intonacati. Le coperture sono
realizzate in rame supportate da strutture in acciaio, mentre la
carpenteria è prevalentemente in legno naturale. All’interno delle
gallerie, l’edificio è rivestito in legno con pavimentazione in pietra,
legno nelle gallerie, gomma o linoleum negli uffici. |
| - programma funzionale |
Dall’unico ingresso,
si raggiunge, a sinistra, attraverso la galleria, il Museo d’Arte, oppure
a destra quello di Architettura; il piano interrato ospita la sala
conferenze, il museo della fotografia, gli spazi per la didattica. La
varietà di sale rettangolari e quadrate, di proporzioni e misure
differenti, soddisfa le esigenze del nuovo museo e della sua ricca
collezione di opere d’arte. All’interno dell’edificio sono presenti,
inoltre, gallerie destinate alla grafica ed alla fotografia, auditori di
varie capienze, laboratori per bambini nonché uffici per gli archivi e
servizi per l’immagazzinaggio, la spedizione ed il ricevimento delle opere
d’arte. |
| Ubicazione degli archivi cartacei o fotografici | |
| Bibliografia essenziale |
R. CAPEZZUTO, Complesso dei Musei di Arte Moderna e Architettura di Stoccolma, “Domus”, n. 806, Agosto 1980, p.19 A. ANGELILLO, Il
progetto del Museo di Arte Contemporanea e del Museo di Architettura a
Stoccolma, “Casabella”, n. 621, marzo 1995, Museo
de Arte y Arquitectura de Estocolmo, “El Croquis”, n. 64, pp. 152-153 |
| Allegati | |
| Lezioni di riferimento | |
| Note | |
| Studenti curatori della scheda | Giustino Daniela, Porro Rosamaria |
| Homepage | e-mail:storiainfo@libero.it |