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A cura di Tiziana Contri
Frank Lloyd Wright
Sei opere
 

Casa Winslow, sobborgo di Chicago (1893)
Casa Robie, Chicago (1908)
Midway Gardens, Chicago (1913 - 1914)
Casa Kaufmann, Pittsburg (1932 - 1936)
Laboratori Johnson Wax, Racine (1936 - 1939)
Guggenheim Museum (1949 - 1959)

Bibliografia

  Architetto della generazione di Van de Velde e Berhens, di famiglia protestante di origine gallese.

Come Wright (1867-1959) racconta nella sua ponderosa autobiografia, a undici anni impara a "lavorare sul serio" in una fattoria del Wisconsin: assume un atteggiamento empirico nei confronti dei fenomeni della natura.

La madre gli regala i Cubi di Frebel, volumi di legno con i quali impara la composizione.
I primi progetti sono legati all'Ecole de Beaux Arts, con elemento fondativo basato sulla simmetria della composizione.

A Chicago dagli anni ottanta, lavora 5 anni nello studio di Sullivan, dove apprende i caratteri artigianali dell'architettura e il ragionamento sull'organicismo, cioè che l'architettura è parte della società che si trasforma insieme al territorio e alla natura.

All'inizio del novecento scrive vari articoli che trattano della casa: appaiono chiari i caratteri della sua architettura.
I caratteri della Prairie House si possono riassumere in alcuni punti:
accentuata orizzontalità; camino al centro, è il fulcro espressivo delle abitazioni e simboleggia le forze e l'ordine della natura, ("Provavo conforto a vedere il fuoco ardere nel profondo delle mura solide della casa" scrive Wright); ricerca di pluridirezionalità, con incrocio di assi, spazi interni collegati, senza divisioni, pareti o porte; attenzione ai materiali, privilegiando quelli naturali, legati al luogo; attenzione ai colori della natura, senza usare i colori primari.

A Wright si deve anche la "distruzione della scatola" tradizionale della casa intesa come rifugio dell'individuo e della famiglia: egli crea un nuovo tipo di interazione tra interno ed esterno, facendo uso di muri continui, che dirigono e unificano lo spazio.

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Casa Winslow, sobborgo di Chicago (1893)

Pianta: asse di simmetria molto forte, accentuato - in prospetto - dalle due finestre ai lati della porta.
Il bow-window estende il soggiorno sul giardino retrostante.
Il camino è il fulcro della composizione.
La novità consiste nel volume, con due livelli: quello superiore è molto compresso e schiacciato da tetto fortemente aggettante.
Wright scrive: "bisogna liberarsi … dall'abbaino, eliminando inutili corpi sovrapposti…"

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Casa Robie, Chicago (1908)

Lotto allungato, parallelo alla strada: un asse è privilegiato, la pianta risulta allungata.
L'impressione è quella di piani sovrapposti, come vassoi.
Il camino fa da perno: vi si appoggia anche la scala che dà accesso alle camere e anche all'esterno sembra che i tetti vi siano agganciati.
Sono stati disegnati da Wright anche gli arredi interni e i vetri colorati delle finestre.


Tra il 1910 e il 1911, Wright lascia Chicago e compie un viaggio in Europa (Germania, Italia e Austria), chiamato a Berlino da un famoso editore per pubblicare i suoi lavori in un pregiato volume di disegni acquerellati di grande formato.

Tornato in America è incaricato di progettare i Midway Gardens.

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Midway Gardens, Chicago (1913 - 1914)

L'opera è stata demolita nel 1929. Il complesso, situato a sud di Chicago, comprendeva un ristorante, un club privato, un giardino terrazzato all'aperto, con struttura a cupola per l'orchestra.
È lungo 100 metri per ogni lato e si presenta simmetrico in pianta e in prospetto.

L'asse centrale dell'edificio non individua l'ingresso: le entrate principali si trovano nelle due torri angolari e nel belvedere. Entrare nei Midway Gardens significava attraversare un luogo che offriva un numero notevole di sorprese.

Il committente intendeva rinnovare un parco divertimenti in disuso, trasformandolo in un giardino per concerti all'europea.
Wright deriva alcune idee da edifici e progetti per spazi ricreativi a lui precedenti e si ispira ad alcune costruzioni della World's Columbian Exposition del 1893, il cui sito - tra l'altro - confinava con il lotto dei Midway Gardens.
Nel suo viaggio in Europa, Wright aveva certamente visitato spazi per il divertimento.

Il progetto è stato elaborato più volte, cambiando la disposizione degli elementi di base del giardino, del ristorante e del club. Il processo di elaborazione proseguì anche durante la fase di costruzione dell'opera: molte modifiche, non riportate nei disegni, vennero apportate in cantiere.

Oltre alla disposizione e alle forme, cambiano anche i particolari e i motivi decorativi.
Da notare l'inserimento di superfici decorate all'interno della muratura e i giunti di malta profondamente scavati su tutti e quattro i lati di ogni singolo mattone, in modo da creare una rete decorativa di linee nere.

La struttura era in cemento armato e laterizi.
Per Wright "è errato pensare che l'uso legittimo della macchina precluda quello della decorazione. E' esattamente il contrario. La decorazione, segno della fantasia, è oggi più vitale di quanto mai sia stato ogni altro sistema o "strumento"…"

Nel 1932 Henry-Russel Hitchcock e Philip Johnson, in occasione della mostra allestita presso il Museum of Modern Art of New York e sulle pagine del relativo catalogo, criticarono duramente l'opera di Wright, perché la decorazione era considerata fuori moda e "anti-moderna".

La decorazione è da mettere in relazione con il soggiorno europeo di Wright e con l'architettura Secessionista; inoltre, hanno guidato Wright le idee di Sullivan legate al concetto che per creare la decorazione è necessario usare tecnologie e materiali moderni, abbinati a una geometria astratta delle forme e a un rinnovato studio della natura.

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Casa Kaufmann, Pittsburg (1932 - 1936)

È la casa per i fine settimana della famiglia Kaufmann, immersa in un bosco con corsi d'acqua e una cascata.
Il committente scrive: "Wright concepì l'edificio come una serie di vassoi distanziati da brevi massi di pietra e irrigiditi nei bordi. Fissò la massa del camino direttamente su un grosso macigno, e intorno ad esso proiettò gli spazi".
La "scatola" tradizionale è distrutta: non esistono pareti, schemi geometrici, simmetrie…

L'accesso alla casa avviene per gradi: si attraversa un ponte, poi si procede nello stretto corridoio tra il retro della casa e la scarpata montana.
Si tratta di un edificio "organico": i materiali impiegati sono la pietra della cascata; anche il pavimento è in pietra naturale levigata; le pareti esterne sono vetrate.

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Laboratori Johnson Wax, Racine (1936 - 1939)

L'edificio per la grande industria di prodotti chimici e per la pulizia è una grande piastra chiusa, senza finestre.
Uffici dei dipendenti sono collocati in uno spazio comune, con luce che entra dall'alto.
Le colonne sono strutturali realizzate per mezzo di grandi funghi che diventano l’elemento caratterizzante dell’edificio.

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Guggenheim Museum (1949 - 1959)

Unisce in sé due aspetti: fa riferimento alle rocce, alla solidità e insieme dà l'idea di movimento e dinamicità.
L'edificio rifiuta qualsiasi relazione tipologica, di modulato e di scala con il contesto urbano in cui è collocata. L’idea è quella di introdurre un edificio con carattere e forma inconsuete nel contesto di New York.

L'ascensore deposita il visitatore all'inizio della leggera pendenza della rampa elicoidale; al centro dell'edificio c'è un grande vuoto e lo spazio espositivo (continuo e a spirale) è spostato sul limite del volume.

La luce entra dall'alto; non ci sono finestre.
Non è un museo tradizionale: è uno spazio per la sperimentazione e la creazione artistica.

  BIBLIOGRAFIA

K. FRAMPTON, Storia dell'Architettura Moderna, Bologna, Zanichelli, 1993

PEVSNER HONOUR FLEMING, Dizionario Di Architettura, Torino, Einaudi, 1992

L. BENEVOLO, Storia Dell'architettura Moderna, Bari, Laterza

B. ZEVI, Spazi Dell'architettura Moderna, Torino, Einaudi, 1996

G. FANELLI, R. GARGIANI, Storia dell'architettura contemporanea, Laterza, Bari, 1998

T.RILEY e P.REED, Frank Lloyd Wright architetto 1867-1959, Electa, Milano 1994
 

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